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Neolitico: quando l'uomo rivoluzionò il suo stile di vita

Il Neolitico, da νέος (nèos, "nuovo") e λίθος (lithos, "pietra"), cioè "Età della pietra nuova", è l'epoca successiva al Paleolitico, l'Età della "pietra vecchia". Il termine fu coniato nel 1865 da John Lubbock, a indicare una marcata differenza nella lavorazione della pietra rispetto al periodo precedente: nel Neolitico, infatti, viene introdotta la levigatura.

Ciò che cambia veramente nel Neolitico, però, è lo stile di vita dell'uomo (Homo sapiens): un cambiamento così profondo che si parla di "Rivoluzione".

Una fase precedente e transitoria è invece il Mesolitico (10-15 mila anni fa). In questo periodo, l'uomo inizia a raccogliere e selezionare alcuni cereali selvatici e a erigere le prime grandi costruzioni in pietra, i 'megaliti': i più antichi sono stati rinvenuti in Medio Oriente, e risalgono alla fine del Mesolitico.



Agricoltura e allevamento
Il Neolitico segna la fine del sostentamento tramite caccia e r…

Gruppi sanguigni e popolazioni umane

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I gruppi sanguigni Ogni persona possiede uno specifico gruppo sanguigno, determinato dal proprio DNA e quindi ereditabile. I gruppi sanguigni più noti (in realtà ne esistono molti altri!) appartengono al sistema AB0, scoperto nel 1900 da K. Landsteiner. Nel sistema si distinguono quattro gruppi sulla base delle caratteristiche dei globuli rossi: A, B, AB e 0 (zero). La differenza tra i gruppi è data dalla presenza/assenza di specifiche proteine (gli antigeni) sulla membrana degli stessi globuli. Gli antigeni sono di due tipi, A e B, e danno vita quindi ai gruppi A e B. Può accadere che una persona, però, li abbia entrambi o non ne abbia nessuno: nel primo caso, si parla del gruppo AB, nel secondo del gruppo 0. La presenza degli antigeni A o B è determinata dalla variante genica (allele) presente nel DNA dell'individuo.
Il corpo riconosce come proprie solo le sostanze da esso prodotte, mentre combatte quelle estranee: per questo genera i cosiddetti anticorpi (anti-A e anti-B), dire…

Hobbit: l'uomo di Flores e il nanismo insulare

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Molti di voi sicuramente conoscono Bilbo Baggins e i suoi amici Hobbit della Contea, i personaggi creati dal genio di Tolkien e apparsi per la prima volta nel 1937 con la pubblicazione de "Lo Hobbit: andata e ritorno".
Uomini di piccola statura, con grandi piedi pelosi, amanti del cibo e delle feste, tranquilli agricoltori e artigiani: ecco come appaiono gli Hobbit nella fantasia.


Gli hobbit umani
Se però volete uscire dalla fantasia e conoscere gli hobbit (quelli veri), basta andare in Indonesia, sull'Isola di Flores.
Qui, nel settembre del 2003 sono stati rinvenuti i resti (tra cui il famoso cranio LB1) di un ominide dalle dimensioni veramente ridotte, Homo floresiensis: la sua statura non superava il metro di altezza e la sua capacità cranica si aggirava intorno ai 420 centimetri cubi (quella della nostra specie è invece circa 1200-1500 cc). Le sue origini sono ancora molto dibattute, ma sappiamo che visse sull'isola fino a circa 17.000 anni fa.


Evoluzione o malatti…

Migranti da 2 milioni di anni

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Le ultime terre emerse ad essere abitate furono gli arcipelaghi dell’Oceano Pacifico, circa 1000 anni fa, mentre in Europa fioriva il Medioevo. Ma viaggi e migrazioni iniziarono molto prima, quando Homo sapiens non esisteva ancora.
Primi viaggi Dalla comparsa delle Australopitecine, circa 4.5 milioni di anni fa, a quella di Homo ergaster 1.8 milioni di anni fa, tutta l’evoluzione umana si svolse in Africa, e si concentrò nell’area oggi divisa tra Kenya, Etiopia e Tanzania: la Rift Valley.


Poi, 1.8 milioni di anni fa, lo scenario mutò completamente: resti di forme umane (qui uso il termine per indicare il genere Homo) sono stati rinvenuti in Georgia, Cina e perfino in Indonesia. L’ipotesi è che proprio H. ergaster1 abbia compiuto il primo viaggio al di fuori dell’Africa, attraversando il Caucaso, l’Asia continentale e arrivando nel sud-est asiatico. Un viaggio di oltre 18000 km. A piedi e senza mappe.
Da allora, i nostri antenati non si sono più fermati.


L’evento viene definito come ‘Out …

La passeggiata più antica del mondo

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Il Cammino di Lucy, e dell'umanità intera, è una storia che inizia tanto tempo fa. Una storia che ci accomuna tutti e che ci contraddistingue. Fatta di lunghi viaggi e migrazioni, attraverso il tempo e i continenti. Per questo motivo il blog parla di "cammino". E per questo motivo ho voluto dedicare il primo, breve articolo alla passeggiata più famosa e antica del mondo.

1978: siamo a Laetoli, in Tanzania. Nel 'sito G' Mary Leakey rinviene delle impronte fossilizzate. Il ritrovamento è incredibile: le orme risalgono a 3.6-3.7 milioni di anni fa! Si sono impresse su un sottile strato di cenere, formatosi a causa di un'eruzione vulcanica; il terreno si è poi rapidamente solidificato, consegnandoci un'indelebile fotografia di quel momento. 

Le impronte di quei piedi mostrano un alluce visibilmente addotto, cioè parallelo alle altre dita e non opponibile come quello della mano, che consente di afferrare gli oggetti. Tale conformazione indica che gli ominini (…

Chi sono

Mi presento!

Sono laureata in Scienze Naturali e attualmente studentessa magistrale di Biologia Evoluzionistica, con specializzazione in Evoluzione Umana.
Ho da sempre due grandissime passioni: l'evoluzione e la storia antica. Passioni che ho riunito in questa meravigliosa disciplina che è l'Antropologia.

Ho deciso di aprire questo blog per trasmettere proprio la mia passione anche al di fuori dell'ambito accademico, perché credo che la Scienza debba essere PER tutti.

Lo scopo del blog è parlare dell'evoluzione dell'uomo e dei suoi antenati, fornendo una lettura scientifica e rigorosa degli indizi a nostra disposizione. Parlerò delle più recenti scoperte, nonché di aspetti su cui ancora si dibatte, lasciando spazio anche ad argomenti proposti da voi!


Che il Cammino di Lucy abbia inizio!