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Neanderthal: ritratto di un sofisticato "uomo delle caverne"

Prendete delle pelli di animali, alcuni strumenti grossolani, ossa spesse e robuste ed evidenze di vita in ripari rocciosi o anfratti ed ecco qua: avete ottenuto il perfetto ritratto dell'Uomo di Neanderthal, l'"uomo delle caverne"! Una creatura bruta, selvaggia, non intelligente, spazzata via dalla nostra specie (più intelligente) e la cui unica arma vincente era la forza fisica [1]. Se potesse parlare, sicuramente l'Uomo di Neanderthal oggi si ribellerebbe ad una descrizione tanto approssimativa e decisamente non realistica dei suoi simili, il cui nome, a inizio '900, fu relegato nei bassifondi dell'antropologia, ai confini con le Scimmie (che poi, siamo scimmie anche noi, ma questa è un'altra storia..). Per sua fortuna, negli ultimi decenni numerosi ricercatori hanno provveduto a riabilitare il suo nome e a riconsiderare la sua importanza nell'evoluzione umana, fornendoci un ritratto più realistico dei nostri cugini più prossimi. Vediamo quindi…

Intolleranza al lattosio. Cosa ci dice l'evoluzione?

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Se chiedessimo a 10 nostri amici di rispondere alla domanda "tu lo digerisci il latte?", probabilmente tutti o quasi risponderebbero "sì". Sembrerebbe quindi che la maggior parte della persone sia in grado di digerire latte e derivati senza problemi, mentre solo pochi, che si trovano in una condizione 'anomala' o patologica, sono intolleranti al lattosio. E se vi dicessi che non è così e che, invece, la "condizione normale" è proprio l'intolleranza? Lo so, sembra strano, ma il motivo della mia affermazione c'è e si trova nella storia evolutiva recente dell'uomo. Vediamola.

Lattosio e allattamento
Innanzitutto, un breve inquadramento sull'oggetto del nostro articolo: il lattosio. Il lattosio è il principale zucchero del latte ed è costituito da due molecole: un'unità di galattosio e una di glucosio (lo zucchero più diffuso in natura). Il legame fra le due molecole, detto legame (1→4) ß-glicosidico, viene scisso (idrolizzato) dall&…

Neolitico: quando l'uomo rivoluzionò il suo stile di vita

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Il Neolitico, da νέος (nèos, "nuovo") e λίθος (lithos, "pietra"), cioè "Età della pietra nuova", è l'epoca successiva al Paleolitico, l'Età della "pietra vecchia". Il termine fu coniato nel 1865 da John Lubbock, a indicare una marcata differenza nella lavorazione della pietra rispetto al periodo precedente: nel Neolitico, infatti, viene introdotta la levigatura.

Ciò che cambia veramente nel Neolitico, però, è lo stile di vita dell'uomo (Homo sapiens): un cambiamento così profondo che si parla di "Rivoluzione".

Una fase precedente e transitoria è invece il Mesolitico (10-15 mila anni fa). In questo periodo, l'uomo inizia a raccogliere e selezionare alcuni cereali selvatici e a erigere le prime grandi costruzioni in pietra, i 'megaliti': i più antichi sono stati rinvenuti in Medio Oriente, e risalgono alla fine del Mesolitico.



Agricoltura e allevamento
Il Neolitico segna la fine del sostentamento tramite caccia e r…

Gruppi sanguigni e popolazioni umane

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I gruppi sanguigni Ogni persona possiede uno specifico gruppo sanguigno, determinato dal proprio DNA e quindi ereditabile. I gruppi sanguigni più noti (in realtà ne esistono molti altri!) appartengono al sistema AB0, scoperto nel 1900 da K. Landsteiner. Nel sistema si distinguono quattro gruppi sulla base delle caratteristiche dei globuli rossi: A, B, AB e 0 (zero). La differenza tra i gruppi è data dalla presenza/assenza di specifiche proteine (gli antigeni) sulla membrana degli stessi globuli. Gli antigeni sono di due tipi, A e B, e danno vita quindi ai gruppi A e B. Può accadere che una persona, però, li abbia entrambi o non ne abbia nessuno: nel primo caso, si parla del gruppo AB, nel secondo del gruppo 0. La presenza degli antigeni A o B è determinata dalla variante genica (allele) presente nel DNA dell'individuo.
Il corpo riconosce come proprie solo le sostanze da esso prodotte, mentre combatte quelle estranee: per questo genera i cosiddetti anticorpi (anti-A e anti-B), dire…

Hobbit: l'uomo di Flores e il nanismo insulare

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Molti di voi sicuramente conoscono Bilbo Baggins e i suoi amici Hobbit della Contea, i personaggi creati dal genio di Tolkien e apparsi per la prima volta nel 1937 con la pubblicazione de "Lo Hobbit: andata e ritorno".
Uomini di piccola statura, con grandi piedi pelosi, amanti del cibo e delle feste, tranquilli agricoltori e artigiani: ecco come appaiono gli Hobbit nella fantasia.


Gli hobbit umani
Se però volete uscire dalla fantasia e conoscere gli hobbit (quelli veri), basta andare in Indonesia, sull'Isola di Flores.
Qui, nel settembre del 2003 sono stati rinvenuti i resti (tra cui il famoso cranio LB1) di un ominide dalle dimensioni veramente ridotte, Homo floresiensis: la sua statura non superava il metro di altezza e la sua capacità cranica si aggirava intorno ai 420 centimetri cubi (quella della nostra specie è invece circa 1200-1500 cc). Le sue origini sono ancora molto dibattute, ma sappiamo che visse sull'isola fino a circa 17.000 anni fa.


Evoluzione o malatti…