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Fossili che riscrivono la storia - Il Mese Antropologico

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Introduzione Come spesso accade in paleontologia, il ritrovamento di pochi frammenti ossei - o di qualche strumento - fa spostare le lancette dell’evoluzione indietro nel tempo. E’ il caso di due scoperte, pubblicate nel mese di Ottobre - il primo della nostra rubrica “Il Mese Antropologico” - che rivalutano la datazione di due diversi momenti della storia umana: la comparsa del bipedismo (ne ho parlato qui ) e l’occupazione dell’Egeo. Tutto cominciò 10 milioni di anni fa Rinvenuto vicino ad una vecchia miniera in Bulgaria, un frammento di pelvi appartenente al Rudapithecus , un antichissimo ominide di 10 milioni di anni fa, sta forse riscrivendo alcuni aspetti dell’evoluzione umana [ 1 ]. La pelvi è una delle ossa più difficili da trovare in buone condizioni e anche una delle più importanti per determinare il tipo di locomozione (che, per farla spiccia, nel caso dell’uomo e dei suoi antenati/parenti si riduce alla domanda: “cammina solo su due zampe - e quindi ha andatur...

Lucy e l'evoluzione del bipedismo

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Tra i fossili più famosi al mondo  c’è " Lucy" , scoperta nel 1974 da Donald Johanson nell’Afar (Etiopia), divenuta paladina del nostro blog e simbolo di uno dei gruppi di ominidi più studiati: le  Australopitecine . Australopithecus afarensis: ovvero, Lucy A. afarensis  è una delle specie di ominidi meglio conosciute: i ricercatori possono contare, infatti, sui resti di oltre 300 individui! Lucy e i suoi compagni vissero in Africa orientale  fra 3.85 e 2.95 milioni di anni  fa. Come tutti i primi ominidi, aveva caratteristiche miste ‘ape-like’ (tipiche delle scimmie antropomorfe) e ‘human-like’ (tipiche dell’uomo). Il cervello era ancora piccolo: circa 400 centimetri cubi (meno di 1/3 di quello umano e simile a quello degli scimpanzé). Come nell’uomo moderno, vi erano delle differenze nelle dimensioni fisiche tra i due sessi: i maschi raggiungevano i 150 cm di altezza e i 40 kg di peso, mentre le femmine in media erano alte 100 cm per 30 kg di peso. [1...

La passeggiata più antica del mondo

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Il Cammino di Lucy, e dell'umanità intera, è una storia che inizia tanto tempo fa. Una storia che ci accomuna tutti e che ci contraddistingue. Fatta di lunghi viaggi e migrazioni, attraverso il tempo e i continenti. Per questo motivo il blog parla di "cammino". E per questo motivo ho voluto dedicare il primo, breve articolo alla passeggiata più famosa e antica del mondo. 1978: siamo a Laetoli, in Tanzania. Nel 'sito G' Mary Leakey rinviene delle impronte fossilizzate. Il ritrovamento è incredibile: le orme risalgono a 3.6-3.7 milioni di anni fa! Si sono impresse su un sottile strato di cenere, formatosi a causa di un'eruzione vulcanica; il terreno si è poi rapidamente solidificato, consegnandoci un'indelebile fotografia di quel momento.  Le impronte rinvenute nel sito G di Laetoli nel 1978 Le impronte di quei piedi mostrano un alluce visibilmente addotto, cioè parallelo alle altre dita e non opponibile come quello della mano, che consente di a...